Traslochi storici: la biblioteca di Umberto Eco

L'associazione.
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Un trasloco non è mai un fatto banale, come predicano costantemente i veterani di questo mestiere. Spostare da una casa all’altra oggetti che racchiudono il senso e i valori d’intere generazioni, o anche soltanto della vita di tutti i giorni delle persone coinvolte, non è un lavoro come tutti gli altri. Quando poi un trasloco è unico e addirittura un evento in qualche maniera storico, si capisce bene che diviene un trasferimento e una rielaborazione anche di senso.

Tutto questo è stato il trasloco dell’imponente biblioteca di Umberto Eco (1932-2016). Semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, bibliofilo, medievalista, saggista e intellettuale, Eco è stato una delle figure fondamentali della cultura italiana del Novecento. Traferirne i quarantacinquemila volumi, molti dei quali antichi e preziosi, dalla sua casa biblioteca a Milano in Piazza Castello (dove si era trasferito all’inizio degli anni Ottanta in un appartamento grande e strutturalmente rinforzato perché quello in cui abitava, in via Melzi d’Eril, rischiava di crollare) nelle attuali sedi, la Biblioteca Nazionale Braidense sempre a Milano e l’Università di Bologna, è stata una vera e propria attività unica. Oggi questo lavoro è riassunto nel documentario Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario, dove è mostrato l’intero processo di catalogazione e di trasferimento. Ciò in seguito all’accordo intercorso tra gli eredi dello studioso e lo Stato dopo anni di trattative.

Se per Eco una biblioteca non era una semplice collezione libraria, ma un sistema vivente generatore di significati perché capace di conservare e trasformare il pensiero, trasferirla tra Milano e Bologna ha favorito la rielaborazione in nuovi spazi, con perdite e guadagni, di quel dialogo continuo tra i libri stessi che lui riteneva capace di generare memoria. Ecco quindi che, prima del trasporto, l’intera collezione è stata catalogata sotto la supervisione di esperti e divisa in due: i libri antichi, circa milleduecento volumi e 36 incunaboli, sono stati destinati a Milano, mentre la biblioteca moderna è stata destinata a Bologna. La logistica del trasporto ha comportato un imballaggio specifico in centinaia di casse per preservarne l’integrità.

Il trasferimento fisico è avvenuto mediante mezzi specializzati nel trasporto di beni culturali in grado di garantire condizioni controllate sia climatiche che di sicurezza. Tutto è stato documentato visivamente per preservare la disposizione originaria e poterla eventualmente verificarla all’occorrenza. Fondamentale è stata la ricostruzione degli spazi. Alla Biblioteca Nazionale Braidense è stato inaugurato nel maggio 2022 lo Studiolo, cioè uno spazio che conserva la collocazione esatta che Eco aveva dato nella sua abitazione alla Bibliotheca semiologica curiosa, lunatica, magica et pneumatica che includeva i suoi pezzi più pregiati. Nella Biblioteca Universitaria di Bologna è stata invece progettata un’ala specifica, con ingresso da piazza Puntoni, che riproduce fedelmente la struttura a labirinto e le scaffalature bianche della casa milanese, rispettando l’ordine originale dei libri.

Gli ultimi trasferimenti sono in corso in questi giorni. L’inaugurazione ufficiale delle nuove sale, e quindi la loro apertura, è stata fissata in concomitanza con il grande convegno internazionale Ereditare Eco. Quest’ultimo si terrà dal 27 al 29 maggio prossimi presso la stessa Università di Bologna.