Giovanni Grillo: «Mi confortano tante nuove adesioni»
L'associazione.
Giovanni Grillo, componente del direttivo di ANIT FederTraslochi, a undici mesi dalla fusione che ha costituito la più significativa e rilevante associazione rappresentativa delle aziende italiane di trasloco, fa il punto della situazione. «Non posso che esser soddisfatto» dice. «Abbiamo fatto e stiamo facendo di tutto affinché le aziende di trasloco, attraverso noi, abbiano una voce unica e importante soprattutto presso le istituzioni. In questi mesi abbiamo completato la fase di rodaggio che era iniziata oltre due anni fa quando avevamo deciso, noi di FederTraslochi e ANIT, di unire le forze e intraprendere un percorso comune. Logicamente dovevamo integrare due modi diversi di lavorare. Tutto sommato, ci siamo riusciti. Noi, nelle diverse problematiche che stiamo affrontando a livello governativo e nel confronto con le amministrazioni dello Stato e delle grandi città, ce la stiamo mettendo tutta. Naturalmente i risultati non dipendono solo da noi».
Il riferimento indiretto è alla grande questione della detraibilità fiscale del trasloco che ha visto e vede ANIT FederTraslochi confrontarsi con i tecnici del Ministero dell’Economia dopo che il ministro Giancarlo Giorgetti si era dichiarato interessato alla soluzione proposta. «Non è facile ottenere quello che chiediamo» riconosce Grillo. «In sede di elaborazione della legge finanziaria pare che tutto vada bene. Tutti ci dicono che l’idea è eccellente. Poi, all’ultimo, l’emendamento da noi sollecitato è venuto meno. Eppure la nostra proposta, detrarre in dieci anni dalle dichiarazioni dei redditi il costo dei traslochi, garantirebbe le aziende virtuose dalla concorrenza sleale, introiti allo Stato attraverso la regolarizzazione di molte imprese, garanzia di professionalità ai clienti. Ritorneremo all’attacco».
Molte volte sono la politica e la burocrazia che rendono complicato il percorso delle buone pratiche. «Certe questioni sono più politiche che tecniche» osserva Grillo. «Prendiamo il rilascio dei permessi di occupazione del suolo pubblico a Roma. Attualmente la procedura e la tempistica non permettono alle aziende di adempiere ed essere celeri nei traslochi come richiede il mercato. Noi abbiamo presentato degli strumenti operativi telematici che in altre città, Milano e Torino, già funzionano e hanno risolto i nostri problemi. Quando però ci confrontiamo a Roma con le istituzioni, queste buone pratiche finiscono per arenarsi, almeno finora. In altre parole, se le istituzioni ci rispondono che le nostre proposte sono eccellenti, qualcuno le definisce perfino eccezionali, e poi ci scoraggiano, per me è evidente che la burocrazia prevale sul buon senso. Ma la forza di un’associazione come la nostra è andare avanti finché non si ottengono i risultati che concretizzano quel buon senso».
La costituzione di ANIT FederTraslochi è stata voluta dalla grande maggioranza degli associati, ma non da tutti. «Qualcuno ci ha lasciato perché la nostra politica associativa non corrispondeva evidentemente alle sue aspettative» conclude Giovanni Grillo. «Se però guardo alle nuove adesioni, mi rendo conto che stiamo riuscendo nell’impresa di allargare la platea a tanti nuovi soci».
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