Palermo: schiarita sulla situazione dell’Osp per i traslocatori

L'associazione.
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La Prima Sezione del Tar per la Sicilia, accogliendo il ricorso dell’Istituto delle Suore Francescane del Signore della Città (nella foto, la loro sede), ha annullato il regolamento comunale della stessa Palermo modificato dal Consiglio comunale. Nel concreto si è trattato, secondo i giudici amministrativi, d’un atto arbitrario il cui effetto è stato un aumento sproporzionato dell’imposta di occupazione del suolo pubblico, ben otto volte la somma iniziale, con l’invio ai concessionari di nuove richieste di pagamento inerenti le annualità 2024 e ’25. «L’intervento del Tar ha di fatto annullato il regolamento per l’occupazione del suolo pubblico» spiega Domenico Impastato, socio ANIT FederTraslochi che sta seguendo in prima persona la vicenda insieme a Raffaele Taormina e a Fortunato Valente. La cosa interessa particolarmente noi traslocatori perché potrebbe portare a una delibera apposita rispetto alle nostre esigenze».

Si tratta d’una battaglia che ANIT FederTraslochi sta perseguendo da oltre un anno affinché l’autorizzazione all’Osp per i traslochi avvenga secondo criteri legittimamente funzionali alle esigenze della categoria. «L’assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, ha accolto la nostra proposta di passare a delle tariffe a orario invece che giornaliere» rileva Impastato. «Il coefficiente che ci riguarda sarà abbassato da trentotto a tredici centesimi l’ora per la zona centrale e a otto centesimi per la zona periferica, superando il controsenso del permesso forfettario per un mezzo per ogni spazio da venticinque metri quadri che spesso ci portava a uno spreco di denaro e di spazio. Adesso questi spazi saranno dimensionati su estensioni di quindici, venticinque, quaranta e cinquanta metri».

L’unica situazione che ancora richiede un intervento chiarificatore restano i diritti di segreteria che a Palermo sono i più costosi d’Italia: novanta euro rispetto ai cinquantadue centesimi di Milano. Dovrà essere prossimamente il Consiglio comunale, secondo l’assessore Forzinetti, a risolvere il problema.