Detraibilità fiscale del trasloco: manca l’ultimo miglio

L'associazione.
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La Ragioneria dello Stato, in previsione d’una legge di bilancio che è stato molto problematico elaborare e far approvare dal Parlamento, ha detto no all’emendamento che introduceva la detraibilità fiscale del trasloco. L’emendamento era stato presentato da ANIT FederTraslochi insieme a Federtrasporto e aveva come obiettivo favorire le aziende che operano nella legalità facendo emergere il sommerso. L’iniziativa aveva ricevuto la piena collaborazione dello stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze. Era inoltre stata discussa in un incontro della presidente Nicla Caradonna e di Giovanni Grillo, componente del direttivo, con il ministro Giancarlo Giorgetti.

«L’emendamento è riuscito ad arrivare fino all’ultimo miglio prima dell’approvazione finale» dichiara Nicla Caradonna. «Il veto della Ragioneria dello Stato ha rafforzato il nostro intendimento di presentare nuovamente, per la prossima legge di bilancio, una nuova proposta che consideri i rilievi che sono stati fatti. Siamo convinti che un varco ormai sia stato aperto e di questo non possiamo che essere grati a Paolo Colombo, presidente di Federtrasporto».

La detraibilità del trasloco, così come ipotizzata da ANIT FederTraslochi d’accordo con Federtrasporto, prevede che a fronte d’una detraibilità parziale decennale del costo del trasloco sia conveniente per i clienti chiedere l’emissione della fatturazione. Tale procedura, attuabile soltanto dalle aziende con una normale attività contabile, oltre a qualificare la professionalità del trasloco favorisce la regolarizzazione delle imprese realmente interessate ad agire nella trasparenza, l’emersione del lavoro nero e quindi dei corrispondenti significativi introiti fiscali per lo Stato. «Non demorderemo perché siamo certi di essere sulla buona strada», conclude Nicla Caradonna.

Nella foto, la scrivania del ministro al MEF.